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Meloni Sugar, quando scegliere il frutto migliore è questione di marchio

Trascorrere ore e ore al supermercato davanti al banco dei meloni, annusando e toccando decine di frutti senza venirne mai a capo. Sono finiti questi tempi da quando la Strafrutta, azienda ortofrutticola all’ingrosso con sede a Fondi (LT), ha lanciato i meloni Sugar. Non c’è più bisogno di chiedere aiuto al fruttivendolo di turno o di documentarsi su internet su come individuare nel mucchio i migliori perché a selezionare i prodotti, ancora prima della commercializzazione, è un infallibile macchinario.

La rivoluzionaria invenzione risale ormai a quasi dieci anni fa e da allora acquistare meloni “a scatola chiusa” è diventato un gioco da ragazzi. Tra i primi a provare la semplice ma efficacissima macchina, sono stati i fratelli Stravato che, dati gli ottimi risultati, hanno dato vita al marchio Sugar proprio perché ogni frutto selezionato risultava essere dolcemente squisito.

Un macchinario rileva il grado Brix e solo i migliori diventano meloni Sugar

«Abbiamo prima testato personalmente la strumentazione – spiegano i tre titolari dell’azienda – quando ci siamo accorti che era davvero infallibile abbiamo abbinato questo elemento aggiunto all’esperienza maturata negli anni e ne è uscito un melone davvero eccezionale».

Il macchinario in questione, senza danneggiare la scorza, è infatti in grado di rilevare lo zucchero del frutto, il cosiddetto grado Brix. I prodotti migliori vengono quindi marchiati con inchiostro alimentare e distribuiti come meloni Sugar, mentre tutti gli altri vengono venduti come comuni meloni retati. Quando i frutti vengono selezionati dal macchinario, tuttavia, il livello qualitativo della partita è già molto alto: il personale specializzato della Strafrutta segue infatti ogni fase della coltivazione, dalla semina alla raccolta, sceglie i migliori produttori e soprattutto le terre più fertili, situate laddove l’aria è mite e l’acqua incontaminata. Il tutto rispettando e facendo rispettare agli agricoltori le severe normative vigenti sia in Italia che in Europa.

Chi al supermercato trova un melone Sugar sa già dunque che quel determinato frutto è stato selezionato prima sulla pianta, poi all’interno dell’azienda e, infine, dal macchinario. Insomma, se si vuole risparmiare, si può tentare la sorte e sperare di essere fortunati, ma se si cerca la certezza della qualità, il marchio Sugar è la risposta giusta.

Ecco come  Strafrutta riesce a destagionalizzare il mercato dei meloni

Tra i vantaggi offerti dalla Strafrutta, che ha ideato e commercializzato questa eccellenza nel settore ortofrutticolo, la destagionalizzazione di prodotti prettamente estivi. Un sogno reso possibile grazie alle coltivazioni in zone perennemente miti, come Santo Domingo, dove la raccolta inizia addirittura nel mese di febbraio. Man mano che arriva la calda stagione in Italia, la produzione si sposta prima in Sicilia e poi in Puglia per una copertura annuale enormemente dilatata.

«Basti pensare - spiegano i fratelli Stravato – che in Italia il melone classico è considerato un frutto prettamente estivo, noi riusciamo invece a commercializzarlo da febbraio a novembre. Paradossalmente, quando in circolazione c’è meno prodotto, ovvero in primavera e in autunno, ci sono i migliori frutti di tutto l’anno. Le piante vengono infatti annaffiate di meno e i frutti che vengono sottoposti alla selezione del macchinario si rivelano eccellenti in termini di dolcezza e consistenza. È così che in quel periodo quasi tutti passano la selezione e diventano meloni Sugar».

Letto 365 volte Ultima modifica il Giovedì, 26 Settembre 2019 05:13

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